La famiglia di Rudolf Steiner – parte I

Pubblichiamo  questo articolo di Martina Maria Sam, euritmista e studiosa dell’arte del Goetheanum apparso sulla rivista Das Goetheanum il 27 aprile 2022. Ulteriori dati biografici dell’autrice sono disponibili a questo link.

Oskar Schmiedel1Oskar Schmiedel (1887-1959) è stato un farmacista , antroposofo , terapeuta e scienziato goethiano austriaco. è stato il primo antroposofo a condurre indagini sulla famiglia di Rudolf Steiner. Incontrò di persona gli eredi delle famiglie Blie (a cui apparteneva la madre, NdT) e Steiner, facendosi anche dare da loro delle foto, di cui alcune sono riprodotte in questo articolo, la cui collezione intera si trova ora custodita presso l’Archivio del Goetheanum.

Gli antenati di Rudolf Steiner a cui è stato possibile risalire, vivevano in un’area geografica circoscritta tra il Waldviertel (nell’Austria nord-orientale) e la vicina Moravia. Erano tutti artigiani, agricoltori, mugnai, cacciatori, forestali, tessitori, imbianchini, panettieri. A causa della professione del padre, tuttavia, Rudolf Steiner crebbe lontano da quest’area ed è quindi probabile che durante l’infanzia abbia conosciuto solo pochi dei suoi parenti.

In seguito, accenneremo a chi ha potuto conoscere personalmente i suoi numerosi zii, zie e cugini, sulla base di ciò che si può dedurre dai vari documenti. In ogni caso, i suoi nonni paterni erano già morti da molti anni, quando lui venne mondo; la nonna materna morì in un ospizio quando lui aveva un anno. La data e il luogo di morte della nonna paterna sono ancora sconosciuti.

La famiglia paterna

Lo zio di Rudolf Steiner, Anton, il fratello più giovane di suo padre Johan Baptist.

Il padre di Rudolf Steiner, Johann Baptist Steiner (Trabenreith, 23 giugno 1829-22 gennaio 1910, Horn) – che probabilmente si chiamava così proprio in onore di Giovanni Battista, essendo nato il giorno prima della sua festività – era figlio di Johann Michael Steiner (†1849) e di sua moglie Anna Maria Poigner (*1797-dopo il 1841). Mentre con gli antenati di questa nonna, che proviene da una famiglia di agricoltori, si può risalire molto indietro nel tempo, con il nonno di Rudolf Steiner si presentano strane circostanze: nell’atto di matrimonio dei nonni, datato 24 febbraio 1824, i genitori degli sposi erano come di consueto elencati nei registri battesimali di Trabenreith. Lì, il “guardaboschi e locandiere di Pernegg”2Pernegg è un villaggio austriaco a una decina di chilometri da Horn (NdT). Johann Michael Steiner dice di essere “mastro imbianchino [Tüncher] di Nexing”, “figlio del matrimonio” tra Johann Steiner e Juliana Wingler, e di avere 46 anni di età. Di conseguenza se ne ricava che dovrebbe essere nato nel 1777 o nel 1778. Ora, nei registri parrocchiali di Nexing si trova effettivamente uno Johann Michael Steiner, nato dai genitori citati, ma la data di nascita registrata è il 30 aprile 1787. Si può ipotizzare che ci sia stato un errore di trascrizione nel registro di matrimonio, per cui si sarebbe dovuto scrivere “di 36 anni”, così corrisponderebbe alle informazioni dei registri parrocchiali di Nexing.3ovvero, l’errore potrebbe essere invece nei registri di Nexing, dove è stato scritto 1787 anziché 1777, NdT.

Ma anche se fosse così, ci sono altri fatti inspiegabili, perché la madre, Juliana Wingler in Steiner, morì di parto, mentre il bambino morì il 20 ottobre 1787.4Sebbene il bambino sia stato registrato solo come “Michael Steiner”, nei registri mortuari, è identificato senza ombra di dubbio come Johann Michael Steiner, grazie all’indicazione dei genitori e all’età di “6 mesi”. All’epoca, si usava spesso dare al figlio successivo a uno deceduto, lo stesso nome del precedente, ma poiché la madre era morta di parto, ciò non accadde. E se la coppia aveva già avuto un figlio di nome “Johann Michael”, non avrebbe dato a un altro figlio questo nome.

La cugina di Rudolf Steiner, Ludmilla, figlia di suo zio Anton.

Rimasto vedovo, il padre Johann Steiner (1752-1812), che nello stesso anno oltre alla moglie aveva perso anche un figlio, si sposò poi altre due volte. Gli nacquero altri 13 figli, tra cui, il 7 agosto 1806, un maschio a cui fu dato nuovamente il nome di Johann Michael.5Il quale era figlio della terza moglie di Johann Steiner, Anna Maria Rechling. Che cosa succede dunque all’altro Johann Michael Steiner della famiglia? La sua origine è avvolta nel mistero e il suo anno di nascita è incerto. Ma almeno la data della sua morte è sicura. I registri riportano il 10 agosto 1849, a Geras, a causa dell’itterizia, che di mestiere era “guardiacaccia imperiale del distretto dell’Abbazia di Geras”, e anche che gli fu impartita “l’Estrema Unzione”. L’età qui riportata non è coerente con quella dei registri battesimali – ossia 64 anni – in base alla quale sarebbe dovuto nascere nel 1784 o nel 1785.

Come i suoi due fratelli maggiori Edmund (1825-1885) e Theresie (1827-1828), Johann Baptist, padre di Rudolf Steiner, nacque a Trabenreith. Poi la famiglia si trasferì a Geras, dove nacquero gli altri fratelli Anton (1832-1907),6Sopravvivono ancora al giorno d’oggi degli eredi di Anton Steiner. Nell’estate del 2019 l’autrice dell’articolo ha ricevuto da uno di loro una foto che Johann Baptist aveva inviato a suo fratello Anton da Inzersdorf, e quindi tra il 1879 e il 1882. Franz Xaver (1833-1907), Anna (*1836) e Maria Steiner (*1841). Edmund, Franz Xaver, Anton e inizialmente anche Johann Baptist scelsero tutti la professione del padre e divennero cacciatori e/o forestali!

È difficile stabilire se Rudolf Steiner abbia mai incontrato i parenti di suo padre. Non ci sono prove in merito, solo in alcune lettere del padre si fa accenno ad alcuni decessi: “Per quanto riguarda mia madre e i miei fratelli, siamo in buona salute e speriamo lo stesso per voi; tuttavia, il mese scorso abbiamo avuto un lutto in famiglia. È morto mio fratello Anton, che come sai faceva il guardaboschi a Walkenstein ed aveva 74 anni; per il resto nessuna novità” (lettera del 21 settembre 1907). E in un’altra del 6 dicembre 1907 si legge: “Vogliamo darvi alcune notizie sui nostri parenti. Mio fratello Anton, il guardaboschi dell’Abbazia di Walkenstein Geras, e mio fratello minore Franz, anch’egli impiegato nell’Abbazia di Geras, sono morti poche settimane fa”.

La famiglia materna

I contatti con i parenti da parte della madre erano per svariati motivi più frequenti.

Il cugino di Rudolf Steiner, Ignaz, figlio di Joseph Blie, qui con la moglie Julie, nata a Metall.

Franziska Blie proveniva “da un’antica famiglia di Horn”,7R. Steiner, La mia vita, O. O. 28, Milano, Editrice Antroposofica 2006, p. 8. il cui nome è talvolta anche indicato nei documenti come “Blüh”. Suo padre Joseph Blie (1796-1848) proveniva da una numerosa famiglia di Weitersfeld (distretto di Horn) e, come il proprio padre e il nonno, era tessitore e commerciante di tele. Carlo Septimus Picht8Carlo Septimus Picht (1887-1954) è stato un ufficiale e biografo, particolarmente noto per avere amministrato il lascito di Rudolf Steiner. scrisse nel 1931 nel suo articolo “Aus der Schulzeit Rudolf Steiners” (Il periodo scolastico di Rudolf Steiner): «Secondo una dichiarazione personale di Rudolf Steiner, sua madre aveva sangue slavo».9“Aus der Schulzeit Rudolf Steiners” (Il periodo scolastico di Rudolf Steiner, non disponibile in italiano, NdT), p. 260. Ciò trova riscontro nell’albero genealogico: la nonna paterna di Franziska Blie, Anna Maria Bauer, era originaria della Moravia. Sua madre, Maria Anna Schellerl (1795-1862), proveniva da una famiglia di mugnai di Oberhöflein (distretto di Horn). Morì come “povera beneficiaria”, cioè in una casa povera, perché all’epoca la famiglia era in difficoltà. Infatti, il vecchio mestiere non dava più reddito, per cui i due fratelli dovettero lavorare per un po’ come braccianti a giornata.

Joseph e Maria Anna Blie ebbero cinque figli: Juliana (*1820-dopo il 1901), Franz (1821-1901), Joseph (1823-1895), Anna Maria (*1824) e, ultima arrivata, Franziska (1834-1918).10Le due sorelle più vecchie di conseguenza avevano lo stesso nome della loro nonna. La sorella maggiore, Juliana, sposò nel 1853 Josef Szedlatsik (*1821) di Mengsdorf, nel nord della Slovacchia, poco dopo la nascita della figlia Marie. Josef Szedlatsik, stando ai registri, era un locandiere, il che può voler dire che gestiva una locanda o un ostello. La coppia si sposò a Lichtental, vicino a Vienna, e probabilmente visse nei dintorni per i decenni successivi.

Lo zio materno di Rudolf Steiner, Joseph Blie, proprietario di una locanda.

Si può quindi ipotizzare che Rudolf Steiner abbia conosciuto questi parenti da bambino o da adolescente. Quando, nel 1901, si recò in Austria con la moglie Anna,11La prima moglie di Rudolf Steiner, Anna Maria Eunicke. annotò nel suo diario di viaggio, poi pubblicato nell’ultima rivista dell’Archivio Rudolf Steiner, alla data del 18 agosto 1901: «Visita alla zia Szedladzik».12Notiziario dell’Archivio (di Rudolf Steiner, NdT), n. 10, Dornach 2020, p. 22 e sgg.

Ebbe anche rapporti con la figlia di questa, sua cugina Marie (30 giugno 1853-dopo il 1922), chiamata Mizzi, o Mitzl, in viennese. Quest’ultima partecipò, assieme alla cugina Leopoldine, sorella di Rudolf Steiner, alla conferenza che questi tenne il 20 febbraio 1893 dal titolo “Concezione monistica della natura e limiti della conoscenza”. Ciò emerge da un messaggio di Rudolf Steiner ai genitori e ai fratelli del 18 febbraio 1893: «Non ho biglietti da visita ufficiali, ma chiedo a Poldi e Mitzl di venire con questi biglietti da visita e di fare riferimento a me, in caso di domande».13In O.O. 39, non pubblicata in italiano. E il 26 dicembre 1908 Johann Steiner scrive: «Mizzi Szedlacik ci ha scritto da Vienna che è stato un grande piacere vederti, ma poi non sei andato a trovarla. Siete stati di nuovo a Vienna, o si riferisce il viaggio (del 8 settembre) in cui ci lasciaste per andare in Italia, passando per Vienna? Se doveste tornare a Vienna, e il tempo ve lo permetterà, andate a trovarla anche per poco, perché, come scrive, si offende quando uno di noi è a Vienna e non va a trovarla, abita ancora nello stesso appartamento.» Sembra che Rudolf Steiner e Marie si siano visti anche durante il Congresso Oriente-Occidente di Vienna del 1922, stando a quanto gli scrisse il 14 giugno 1922 firmandosi come “Vostra cugina Marie”: «Caro cugino Rudolf! La gioia dell’averti rivisto dopo tanti anni e di poterti dare il benvenuto è indescrivibile. Caro cugino, sei in splendida forma, e anche la tua cara, cara moglie, una signora bella e gentile. Siete sempre in viaggio e avete molto da fare. Per quanto mi riguarda, non sto affatto bene, non sono in salute e con l’attuale inflazione, i miei guadagni non sono sufficienti per poter comprare i beni strettamente necessari, è un momento di dolore. Sarei molto felice di avere tue notizie di tanto in tanto.»14Archivio Rudolf Steiner, Dornach, 089.

Anna Donhauser, prima moglie di Joseph Blies, zio di Rudolf Steiner.

I fratelli Franz e Joseph Blie inizialmente erano entrambi cestai; poi, come già detto, lavorarono per un po’ come braccianti a giornata, fino a quando non trovarono nuovi mestieri. Joseph Blie, che nel 1846 aveva sposato Anna Donhauser, nel 1866 aprì a Horn una locanda tuttora esistente, oggi chiamata Hotel Blie. Franz Blie, sposato dal 1853 con Maria Anna Veigl, divenne in seguito un “impresario di pompe funebri”, preparava cioè i cadaveri per la sepoltura. Dopo la morte della prima moglie, sposò Francisca Barath nel 1877, vedova di un becchino. Rudolf Steiner potrebbe averlo incontrato quando visitò per la prima volta Horn nel novembre 1899, dove i suoi genitori si erano trasferiti con Leopoldine e Gustav, in seguito al pensionamento del padre. In ogni caso, conobbe sicuramente Ignaz Blie (1851-1925), il figlio di Joseph, che rilevò la locanda dal padre, ampliandola notevolmente, tra le altre cose, con un campo da bocce sul ghiaccio. Rudolf Steiner lo conobbe nel 1901, quando andò a trovare i suoi genitori a Horn assieme alla moglie Anna, perché nel suo diario, alla data del 16 agosto, c’è scritto: «Con Ignaz Blie, bocce».15Vedi nota 11. Il 19 gennaio 1899, Johann Steiner riferisce al figlio Rudolf della morte del figlio venticinquenne di questi, Franz: «Purtroppo il maestro Franz Blie, di cui ti ho parlato nella lettera precedente, è morto. Il funerale si è svolto il 26 dicembre».

Prime esperienze sovrasensibili

Attraverso un’indagine più approfondita dell’ambiente familiare di Rudolf Steiner, è ora possibile chiarire anche quale membro della famiglia gli apparve esattamente durante la sua prima esperienza sovrasensibile da giovane: non può che essere la seconda sorella maggiore di sua madre, Anna Maria Blie in Büttner (*1824),16Nel suo libro Rudolf Steiner. Kindheit und Jugend (Rudolf Steiner. Infanzia e giovinezza, non disponibile in italiano, NdT), Dornach 2018, l’autrice ha ipotizzato inizialmente che si trattasse di Juliana Blie, dato che sulle prime non si trovavano più tracce della sua vita. perché Rudolf Steiner visitò sua zia Juliana nel 1901. Anna Maria Blie diede alla luce un figlio illegittimo nel 1850, che morì pochi giorni dopo. Nel 1853 sposò il “revisore dei conti” Joseph Büttner (*1823) di Rochlitz, in Boemia. Il 22 marzo 1853 nacque a Weitra il loro figlio Heinrich.

Non è stato ancora possibile stabilire quando si sia tolta la vita, perché all’epoca i suicidi non venivano trascritti nei registri parrocchiali. Dai racconti di Rudolf Steiner si può ipotizzare che l’evento sia avvenuto poco prima che la sua famiglia si trasferisse da Pottschach a Neudörfl, nel gennaio 1869, quindi probabilmente nell’autunno-inverno del 1868. Ne scrive in un frammento autobiografico: «La seguente esperienza fece una profonda impressione sul ragazzo. La sorella di mia madre era morta tragicamente. Il luogo in cui viveva era piuttosto lontano dal nostro. I miei genitori non avevano ricevuto alcun messaggio. Seduto nella sala d’attesa della stazione, ho rivisto nella mia mente l’intero evento.»17In O.O. 46 (non tradotta in italiano), p. 868 e sgg. Nella conferenza autobiografica del 4 febbraio 1913, racconta in modo un po’ più dettagliato: «Questo personaggio femminile passò la soglia, avanzò fino al centro della stanza dove gesticolò pronunciando delle parole che si possono rendere approssimativamente nel modo seguente. Rivolgendosi al bambino, disse pressappoco: “D’ora in avanti cerca di fare tutto il possibile per me!”. Questa apparizione rimase presente ancora qualche istante continuando a fare gesti che una volta percepiti non possono più svanire dall’anima. Poi si diresse verso la stufa e scomparve dentro di essa. […] In un luogo che nella mente di quelle persone sembrava ben lontano dalla stazione, un membro della famiglia aveva posto fine ai suoi giorni in quello stesso momento in cui la figura era apparsa al bambino nella sala d’attesa. […] non sapeva gran ché della persona che si era suicidata. Questo evento gli fece grande impressione, poiché senza dubbio era proprio lo spirito della persona suicida che si era rivolto al bambino per chiedergli di fare qualcosa per lei nel periodo successivo al decesso. »18“Resoconto autobiografico”, conferenza del 4 febbraio 193 a Berlino, pubblicata in Antroposofia, Anno XLIX, n. 3, maggio-giugno 1994.

Questa esperienza fu di grande importanza per il giovane Rudolf Steiner, perché «da quel preciso momento in questo bambino si sviluppò una vita interiore nella quale si rivelavano i mondi dai quali parlano all’anima umana non solo gli alberi esteriori e le montagne esteriori, ma anche quei mondi che sono nascosti dietro di essi. Pressappoco da quell’istante, proprio come si lasciava impregnare dalle manifestazioni del mondo esterno, il bambino visse con gli spiriti della natura che si osservano particolarmente bene in quelle regioni, ma anche con le entità operanti che stanno dietro alle cose.»19Ibidem. Da quel momento in poi, egli seppe “come vivere nei mondi spirituali”. E ci deve essere stata una relazione significativa con questa zia, se questa si rivolse a lui dopo la morte, anche se non l’aveva mai incontrata.

Rudolf Steiner parla spesso di quanto sia importante che da bambini si possano sviluppare sentimenti di adorazione. Lui stesso deve aver avuto diverse esperienze in questo senso, non solo con personalità venerate come il medico delle ferrovie Carl Hickel e alcuni insegnanti, ma anche con un parente di cui i genitori parlavano spesso. Come racconta nella conferenza del 21 novembre 1908: «Se vi è capitato, nella vostra prima infanzia, di sentir parlare di un membro della famiglia molto venerato e se da bambini vi siete anche compenetrati di questo sentimento, e si avvicina il giorno in cui potrete vedere questa persona per la prima volta – se poi avete una santa timidezza, anche usare la maniglia della porta dietro la quale dovrebbe apparire la persona venerata diventa un sentimento di grandissima reverenza».20In O.O. 108. Analogamente nella conferenza del 28 ottobre 1908, in O.O. 58, in cui parla di «personalità eccezionale» di cui «in famiglia […] tutti parlavano con devozione e reverenza.» Nel saggio L’educazione del bambino,21In italiano, R. Steiner, Educazione del bambino e preparazione degli educatori…, O.O. 34 e 308, Editrice Antroposofica, Milano 2004. da riferimento addirittura a un’età specifica: «ad un bambino di otto anni viene descritta una persona specialmente degna di venerazione. Tutto quanto ne sente dire su gli ispira un sacro rispetto. Viene poi il giorno in cui il bambino può vedere per la prima volta la persona venerata, ed egli trema di reverenza premendo la maniglia della porta dietro la quale potrà vederla…».22Ivi, p. 30.

Se il giovane Rudolf Steiner ha fatto questa esperienza, chi può essere allora questo membro della famiglia? Se si guarda ai parenti, non può essere altri che il marito di sua zia Anna Maria, Joseph Büttner, che ha avuto una carriera di successo, da revisore dei conti a funzionario contabile presso la Fabbrica Imperiale di Tabacchi u. Stempel-Hofbuchhaltung di Vienna. È possibile che questa ascesa sia stata la ragione per cui i membri della famiglia parlavano di lui con ammirazione e, dato che viveva a Vienna, è anche possibile che Rudolf Steiner lo abbia per la prima volta incontrato lì o a Neudörfl, quando era un bambino di otto anni.

Il figlio di Anna Maria e Josef Büttner, Heinrich (1853-1946), intraprese una carriera simile e divenne addirittura ispettore doganale capo, consigliere di governo e membro del comitato consultivo doganale del Ministero del Commercio; nel 1908 fu insignito della Medaglia Francesco Giuseppe. Rudolf Steiner ebbe spesso contatti con lui, nei suoi taccuini si trova infatti il suo indirizzo viennese, di quando in quando, a partire dal 1879 e fino al 1922,23Archivio Rudolf Steiner, Dornach, taccuino nr. 122 e 484. quando probabilmente gli fece visita, trovandosi nuovamente nella sua vecchia città per il Congresso di Vienna. L’8 aprile 1918, la sorella Leopoldina gli scrisse: «Ho una novità da comunicarti: la moglie di Heinrich Büttner è morta il 3 aprile. Penso, caro Rudolf, che questo possa interessarti perché la conoscevi bene.» Il fatto che Rudolf Steiner “conoscesse bene” anche la moglie di Heinrich Büttner, Antonia (1851-1918), evidenzia the tipo di rapporto avesse con questi membri della sua famiglia.

Forse, questa devozione nei confronti di Heinrich Büttner ha qualcosa a che fare con il rapporto speciale di Rudolf Steiner con sua zia Anna Maria Büttner e con la richiesta di questa dal post-mortem di “fare tutto il possibile per me, ora e dopo”.

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