SECONDA CONFERENZA

Monaco, 1 maggio 1907

Otto giorni fa abbiamo aperto con un’introduzione che ci aiutasse a comprendere il linguaggio di Giovanni. Abbiamo visto come debba essere letta l’Apocalisse e ciò che si nasconde dietro alcune espressioni misteriose come, ad esempio, l’agnello e la bestia con sette occhi e sette corna. Abbiamo anche cercato di dare una spiegazione alla bestia con due corna e fatto l’esempio, con il numero 666, di come si debba vivere entro questo libro misterioso. Oggi proseguiremo alla ricerca del significato di questo libro.

Il racconto del Nuovo Testamento è il resoconto di una iniziazione. Abbiamo visto, usando singole immagini come esempio, quanto sia davvero profondo il loro significato. Tutte quelle immagini ci hanno mostrato come i Vangeli esprimano, in forma di immagine, le più profonde verità immaginabili sull’evoluzione del mondo. A qualcuno potrebbe accadere di chiedersi perché ci siano contraddizioni tra i singoli Vangeli e perché non ci sia coerenza tra di loro. Ciò che va detto l’ho già espresso nel mio libro Il Cristianesimo come fatto mistico.1Rudolf Steiner, Il Cristianesimo come fatto mistico, O. O. 8, Editrice Antroposofica, Milano. I Vangeli non sono il resoconto biografico della vita di Gesù Cristo, quanto invece il resoconto di quanto riguarda l’iniziazione. E l’Apocalisse ne è il resoconto più approfondito. Disse Agostino: «Ciò che oggi chiamiamo “religione cristiana” è l’antica e vera religione. Ciò che fu la vera religione è ora chiamato religione cristiana».2Agostino, Ritrattazioni, Libro I, cap. 12, sez. 3. Le paroli originali sono: «In effetti quella che ora prende il nome di religione cristiana, esisteva già in antico e non fu assente neppure all’origine del genere umano, finché non venne Cristo nella carne. Fu allora che la vera religione, che già esisteva, incominciò a essere chiamata cristiana.».

Comprendiamo ciò che significa questa frase quando esaminiamo l’affermazione fondamentale del Cristianesimo: «beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!» (Gv 20, 29). in questo modo, qualcosa di totalmente nuovo è entrato nel mondo. Gli insegnamenti erano già contenuti in tutti gli altri sistemi religiosi. Non fu mai data abbastanza importanza al contenuto di questo insegnamento, tra coloro che compresero chi fosse il “Cristo”. Questo contenuto si può trovare anche nei resoconti di epoche precedenti. Ciò che conta con il Cristo è quello che questa individualità significa per l’umanità. Possiamo comprendere più facilmente questo se diamo un’occhiata alle antiche sedi dei Misteri.

Fino alla venuta del Cristo solo pochi eletti diventavano iniziati. Questi erano ammessi ad apprendere ciò che ora si può trovare nel mio libro Teosofia3Rudolf Steiner, Teosofia, O. O. 9, Editrice Antroposofica, Milano. solo dopo dure prove. Si doveva attendere molto tempo prima di essere ammessi agli alti gradi della visione. Solo gli iniziati di rango elevato erano a conoscenza dei metodi tradizionali per condurre all’iniziazione. Questa terminava nel momento in cui l’adepto era passato attraverso i gradini preparatori e condotto entro i Misteri stessi dai saggi. Questo avveniva in uno stato di coscienza chiamato “estasi”, uno stato di esistenza al di fuori del corpo fisico caratterizzato da una diminuzione della coscienza di veglia che apriva alla visione del mondo spirituale. Una pratica interiore costituita da determinati impulsi, meditazioni e purificazione delle brame conduceva l’adepto a un punto da cui poteva compiere l’ultimo passo. A questo punto l’adepto veniva posto in uno stato di coscienza simile a quello di chi si addormenta la notte, che durava tre giorni e mezzo. Tutte le percezioni sensoriali esteriori cessavano. Quando dormiamo, al posto delle impressioni sensoriali di vista e udito scomparse non entra nulla, ma agli iniziati appariva invece un mondo nuovo. Si ritrovavano circondati da un mondo nuovo, un mondo di luce astrale, non apparivano loro né le tenebre o alcunché di ciò che l’essere umano sperimenta di notte al giorno d’oggi. L’oscurità era permeata da luce ed esseri spirituali che sono incarnati entro la luce spirituale e che diventano visibili solo entro la luce astrale. Successivamente, dopo un certo tempo, entro il mondo astrale rilucente inizia a risuonare la musica delle sfere. Ciò che prima era stato solo visto, ora inizia a essere udito; una musica pura e spirituale. La musica esteriore non è che il riflesso umbratile della musica delle sfere che il veggente ode, il quale percepisce anche l’essenza degli esseri spirituali. Immaginate di entrare in un grande ambiente pieno di persone. Queste manifestano la loro interiorità solo nel momento in cui iniziano a parlare. Lo stesso accade nel mondo spirituale. Prima gli esseri spirituali si manifestano alla vista, poi la loro natura interiore inizia a parlarci. Questa è l’armonia delle sfere.

Una volta che gli iniziati rientravano entro la percezione del mondo fisico, essi si sentivano completamente trasformati in nuovi esseri umani. Chiunque facesse questa esperienza, diceva in seguito: “Mio Dio, mio Dio, come mi hai glorificato!”.4Si vedano Mt 27, 46 e Mc 15, 34. Si veda anche la conferenza del 12 settembre 1910, in Il Vangelo di Matteo, O. O. 123.

E così ritornavano, con la conoscenza del mondo spirituale ottenuta dalla loro esperienza. Allora erano visti come messaggeri del mondo spirituale. Tutto quello di cui avevano fatto esperienza, fino all’ingresso nel mondo spirituale, era stato loro indicato con esattezza, passo dopo passo.

Sebbene i riti di iniziazione non fossero codificati con esattezza, esistevano comunque dei canoni che contenevano le indicazioni per ciascun grado. Ovunque, sia che si trattasse delle scuole ermetiche egiziane, di quelle persiane, o dei Misteri greci, dei Druidi o dei Drotti, esistevano tipiche regole tradizionali riguardo a ciò che qualunque adepto doveva sperimentare prima di diventare un iniziato.

Ovunque si descriva la vita dei grandi apostoli delle religione e delle correnti spirituali, appaiono sempre tratti peculiari e simili. Le vite di Orfeo, Pitagora, Ermete e Budda hanno molti tratti in comune, che sono rilevanti per tutti i grandi eroi delle religioni. Perché questo? Gli studiosi più superficiali pensano che se li siano passati gli uni con gli altri, ma non è vero. Eppure, tutti questi tipici eroi religiosi passarono attraverso questi gradini fino a raggiungere il più alto grado dell’iniziazione. Nel mondo antico non esistevano racconti biografici che prendessero in considerazione le condizioni esteriori della vita di una persona. Più indietro andiamo nel tempo, prima della svolta dei tempi, e meno troviamo che venga dato un qualche valore alle condizioni esteriori della vita. Riguardo a ciò che proprio i più grandi eroi dell’umanità sperimentarono esteriormente sul piano fisico, non è mai stato detto nulla di nulla. Le loro vite furono dedicate esclusivamente all’iniziazione. Narrare la storia della loro iniziazione significa raccontare la storia della loro vita. I fatti principali che riguardano Ermete o Budda sono ciò di cui essi hanno fatto esperienza fino al conseguimento dell’iniziazione. Poiché le tappe dell’iniziazione erano simili ovunque, ne si udiva una descrizione spirituale attraverso la vita dei grandi iniziati.

Ciò che un tempo si poteva sperimentare solo in luoghi segreti, con il cristianesimo divenne un fatto storico. Ciò che viene narrato delle esperienze di Ermete avveniva all’interno dei misteri, in luoghi lontani al riparo dagli sguardi dei profani.

Nel cristianesimo, per la prima volta, si sperimentò qualcosa sotto forma di evento fisico esteriore che altrimenti sarebbe avvenuto solo nelle sedi dei misteri. La vita del Cristo seguì lo stesso percorso di quella di tutti gli iniziati, cominciando dal punto in cui il loro corpo eterico si separava da quello fisico. Tutto ciò che Cristo Gesù sperimentò esteriormente, sul piano fisico, essi lo avevano sperimentato sul piano eterico. Le loro ultime parole erano infatti “Mio Dio, mio Dio, come mi hai glorificato!”. Essi avevano precedentemente sperimentato nel loro corpo eterico ciò che poi Cristo sperimento in un corpo fisico. In questo modo si poterono compiere le profezie. Questa esperienza
irripetibile del Cristo rappresenta il più grande e decisivo punto di svolta nella storia del mondo, che ne fa da spartiacque.

Gli evangelisti non scrissero delle banali biografie, piuttosto si rifecero ai testi canonici sull’iniziazione. Tutti e quattro i Vangeli devono essere visti come scritti iniziatici, ciascuno scritto da una diversa prospettiva. Tuttavia, poiché l’iniziazione è descritta ovunque nello stesso modo, i Vangeli concordano sulle questioni più importanti. Possiamo descrivere la vita di un iniziato se la consideriamo come una vita dedicata interamente all’iniziazione. Agli evangelisti sarebbe sembrata una profanazione fornire una qualunque biografia di Gesù Cristo, basata su fatti storici ed esteriori. Per i loro scritti si dovettero servire, come elementi costruttivi, dei testi tramandati dai misteri. In questo senso, quindi, si è compiuto
ciò che dissero i profeti.

L’Apocalisse rappresenta in un certo senso un nuovo tipo di iniziazione; ci viene mostrato come gli antichi misteri si siano trasformati nel mistero cristiano. Se guardiamo indietro agli antichi misteri, in essi troviamo più o meno un’unica caratteristica che consiste in questo. Sia che ci rivolgiamo all’antico Egitto, o alla Persia o all’India; sia che approfondiamo i misteri orfici o eleusini, troviamo un completo accordo su di un fatto: una profezia riguardante Colui che doveva venire.5Si vedano i seguenti cicli di conferenze Meraviglie del creato, prove dell’anima, manifestazioni dello spirito, O. O. 129; Aspetti dei misteri antichi, O. O. 232; La storia alla luce dell’antroposofia, O. O. 233, tutti editi da Editrice Antroposofica, Milano. Questo aspetto era anche presente nei misteri del nord Europa. In tempi remoti ci fu un iniziato identificato dal nome “Sig”. I misteri dei Drotti, in Russia e Scandinavia e quelli dei Druidi in Germania ebbero tutti origine dall’iniziato di nome Sig, che fu l fondatore dei misteri nordici. Nei vari miti e leggende della nazione tedesca e degli altri popoli germanici si conserva ciò che accade nei misteri. I miti e le leggende sono le rappresentazioni immaginifiche di ciò che vi si sperimentava. Nella leggenda di Sigfrido6Si veda la conferenza del 21 ottobre 1904, “La saga di Sigfrido”, in Leggende e misteri antichi (nella loro occulta verità), O. O. 92, Editrice Antroposofica, Milano. vediamo più chiaramente quella caratteristica che si rivolge a una fine. Questa, in termini mitologici, è espressa dal “Götterdämmerung”, il crepuscolo degli dei.7Si veda la conferenza del 14 agosto 1908, in Universo, Terra e Uomo, O. O. 105, Editrice Antroposofica, Milano. Questa era una caratteristica di tutti i misteri nordici.

In tutti i misticismi l’immagine del femminino sta a simboleggiare l’anima; questa immagine è usata anche da Goethe nel suo “coro mistico”, nella scena conclusiva della seconda parte del Faust. È l’eterno nell’uomo, l’anima divina che fa avanzare l’uomo. Così come nell’antico Egitto e in Persia l’iniziazione venne descritta come lo sposalizio dell’anima con lo spirito, allo stesso modo avveniva al nord. Qui si comprese meglio che l’uomo dava prova del suo valore sul campo di battaglia. A nord erano degni di onore i combattenti che cadevano sul campo di battaglia; erano quelli che conquistavano la vita eterna, mentre gli altri morivano in un sonno eterno. I caduti in battaglia erano accolti dalle Valchirie,8Le eroine vergini della mitologia germanica. ossia la loro stessa anima; unione questa che sta a indicare che erano degli iniziati. Questa leggenda indica qualcosa sulla morte di Sigfrido. Quando si faceva l’esperienza dell’iniziazione nei misteri antichi, all’adepto veniva detto: “noi possiamo solo accompagnarti solo fino a un certo punto… da questo punto in poi solo un altro ti potrà accompagnare, e costui è il Cristo Gesù. Tutto ciò che ti diamo svanirà all’arrivo di Colui che porta la nuova iniziazione”. Hagen9 Uno degli eroi principali della saga dei Nibelunghi. Soffocò a tradimento Sigfrido dopo una battuta di caccia, mentre questi stava bevendo da una fontana. sa che Sigfrido è vulnerabile sulla schiena, perché colui che soppianterà la tradizione antica non ha ancora ricevuto la croce sulle proprie spalle. Un giorno anche questa parte del corpo sarà resa invulnerabile, quando cioè vi verrà posta sopra la croce. I misteri nordici in questo modo alludevano a Gesù Cristo.

Tutti gli antichi misteri guardavano a colui che doveva venire e vivere sul piano fisico per fondare un nuovo ordine mondiale. La nuova iniziazione è ciò che avverrà attraverso gli impulsi che Egli ha dato. Nell’Apocalisse troviamo un’immagine di ciò. Essa ci dice come si dovrà svolgere l’iniziazione fino quando Cristo Gesù tornerà di nuovo in forma nuova. L’Apocalisse si riferisce ai tempi in cui si sarà sviluppato un organo per la percezione del Cristo. Nell’Apocalisse è descritto il tempo in cui Cristo si avvicinerà di nuovo. Comprenderemo ogni sua singola parola se adotteremo il modo di pensare di chi ha
percorso una tale iniziazione. Ricordiamo le parole del Cristo, e se le comprenderemo capiremo anche l’Apocalisse: «In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse nato, Io sono» (Gv 8, 58). Cristo volge il suo sguardo dal passato al presente, perché in Lui c’è un presente eterno.

Se vogliamo comprendere cosa si intende con ciò, ci basta solo rammentare la natura quadruplice dell’uomo che consiste di corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale e Io. Quando, nel corso dell’evoluzione, si accende la luce dell’Io, anche il corpo eterico e quello astrale mutano e alla fine anche quello fisico. L’Io è qui per l’eternità; è fuoriuscito dal grembo delle altezze spirituali. Sia che guardiamo al passato o al futuro, l’Io rappresenta quanto c’è di eterno. Se osserviamo un individuo possiamo chiederci attraverso quali trasformazioni sia passato il suo Io. Se guardiamo indietro al grande diluvio atlantico, e poi ancora più indietro, troviamo che l’Io non era collegato al corpo così come lo è oggi. All’epoca attraversavamo una condizione in cui non potevamo pensare così come lo possiamo fare oggi. Quando guardiamo al futuro vediamo l’Io entro corporeità ancora più perfette, corpi che avranno una perfezione che non possiamo neanche immaginare col pensiero. Riguardo i futuri corpi dell’umanità, non siamo ora in grado di immaginare la perfezione del pensare, la purezza del sentire e così via. Gli iniziati devono servirsi della forma che il corpo umano assume in ogni epoca. Anche il Cristo si è dovuto servire delle forme comuni che il corpo umano aveva all’epoca. Tuttavia, quando guardiamo più in profondità, vediamo in Lui una fase evolutiva che l’umanità raggiungerà solo in un lontano futuro. Cristo Gesù è stato il primo nato tra coloro che potevano vincere la morte.

Confrontiamo le due vie evolutive. L’essere umano nasce, passa attraverso la vita terrena, muore, attraversa il piano astrale, poi il devachan e infine nasce nuovamente. Quando andiamo indietro agli esseri che erano presenti prima dell’epoca lemurica, troviamo esseri che non morivano e non rinascevano. Cambiavano continuamente guscio, così come noi facciamo tra la nascita fisica e la morte. Poi subentrò un certo cambiamento. Oggi gli esseri umani si alternano tra una esistenza fisica e una spirituale. Con le anime di gruppo degli animali oggi succede ancora così:i singoli animali lasciano i loro corpi, ma le anime di gruppo non muoiono mai.

Colui che dà l’Apocalisse a Giovanni è descritto così. È un libro cristiano, e ciò è provato dal passaggio che recita: «e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra. A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.» (Ap 1, 5-6).

Il cristianesimo rappresenta la più grande possibilità di individualizzazione per l’essere umano, la libertà dell’uomo in quanto individuo. All’inizio della vicenda umana osserviamo piccole comunità unite da legami di sangue. L’amore era limitato solo ai consanguinei. Poi è venuto Gesù Cristo e ha ampliato tutti i gruppi etnici e le comunità per includere tutta l’umanità. Attraverso di Lui tutte le religioni etniche sono state sopraffatte. Il cristianesimo è la religione mondiale. Al suo interno vi si trovano solo esseri umani, il cristianesimo riconosce solo esseri umani. Il cristianesimo non sarà mai in gradi di parlare alle comunità
religiose, ma solo a comunità di esseri umani. Attraverso il Mistero del Golgota, che è si è collocato al centro del mondo, è iniziata un’era in cui i segreti dei misteri sono diventati accessibili a chiunque. I sacerdoti e i re cessano gradualmente di esistere. Viene indicato un regno ultimo, in cui ognuno sarà re e sacerdote, in cui verranno spazzate via tutte le distinzioni e tutti diventeranno uguali. Ecco perché l’Apocalisse parla di: «…un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre» (Ap. 1, 6).

Il libro ritrae una vera iniziazione, un’ascesa che inizia con l’apprendimento sul piano fisico. Questo gradino è rappresentato dalle parole che riguardano le sette lettere alle sette comunità. Queste rappresentano ciò che deve essere imparato all’inizio. Poi, veniamo condotti al piano astrale da una serie di immagini. Vediamo gruppi di esseri che si trasformano entro la luce astrale: «…Colui che stava seduto era simile nell’aspetto a diaspro e cornalina. Un arcobaleno simile a smeraldo avvolgeva il trono.» (Ap. 4, 3), «Davanti al trono vi era come un mare trasparente simile a cristallo» (Ap. 4, 6). Nella luce astrale possiamo vedere attraverso gli oggetti, essi ci appaiono come di vetro. L’intero mondo astrale è un come un mare di vetro.

Poi seguono i quattro esseri viventi, che rappresentano le quattro anime di gruppo umane. Erano pieni di occhi dentro e fuori e non riposavano mai, giorno e notte. Nel mondo astrale c’è un movimento costante e ci sono occhi astrale ovunque, ai quali tutto risulta trasparente, si dentro che tutto attorno.

Vediamo come all’inizio siano descritti i misteri del piano fisico e poi le immaginazioni astrali, fuori dal libro sigillato. Queste ci giungono come immagini.

Dopo che il veggente ha percepito per un po’ gli esseri spirituali nella luce astrale, questi cominciano a risuonare. Ciò è descritto con il suono delle trombe all’apertura del sesto sigillo. Questo è lo stato devachanico. Il veggente diviene “chiarudiente”, capace cioè di udire il suono spirituale, poiché si è aperto l’orecchio spirituale.

I gradini che seguono riguardano l’espansione della coscienza del veggente al mondo intero. Questo è simboleggiato dalla deglutizione del libro e rappresenta l’ascesa alle regioni superiori dei mondi spirituali.

Note[+]