I commenti aforistici di T. H. Meyer sulle conferenze di Harrison.

Questo articolo è la traduzione (di Matilde Benati Vallone) della postfazione di T. H. Meyer al libro The transcendental universe, di Charles G. Harrison, edito da Lindisfarne Press, nel 1993.

Nell’introduzione alle sue conferenze, C. G. Harrison parla dell’importanza di ciò che egli chiama la “facoltà di discernimento spirituale”. Avvalendoci di questa facoltà, possiamo ora toccare brevemente alcuni punti sollevati in queste conferenze. Se un lettore apprendesse quanto spesso Rudolf Steiner abbia fatto riferimento, anche se indirettamente, a queste conferenze, potrebbe troppo facilmente cadere in una sorta di accettazione ingenua di tutti i suoi contenuti. È lo stesso Steiner a sottolineare però almeno due grandi divergenze di pensiero tra lui e Harrison, senza mai menzionarlo esplicitamente. Queste differenze riguardano:

  1. il problema della “Ottava Sfera”, che secondo Harrison “è la chiave del problema del male nell’universo”,
  2. e la questione della reincarnazione.

Nella quinta conferenza Harrison confuta la dottrina di Sinnett, secondo la quale la luna fisica/reale si trova nell’Ottava Sfera. Tuttavia nel fare ciò, egli enuncia un’altra dottrina che, per sua stessa natura, contraddice la veridicità della reincarnazione. Ne Il movimento occulto nel diciannovesimo secolo e il mondo della cultura, Steiner sottolinea come la conoscenza della reincarnazione sia gradualmente scomparsa dal Cristianesimo occidentale e come questo abbia influenzato le idee di molti esoteristi cristiani d’Occidente. Pertanto nella sesta conferenza Steiner afferma: “Ho parlato di alcune correnti esoteriche che erano collegate, per esempio, con il movimento della Chiesa Alta. Quelli che se ne sono interessati erano persone di cultura, ben istruite. Si può dire che sapessero molto di più sull’occultismo rispetto ai membri più in vista della Società Teosofica. Tuttavia il loro unico obbiettivo era quello di assicurarsi che l’insegnamento delle ripetute vite terrene fosse abbandonato”.

E in che modo cercavano di raggiungere questo obbiettivo? Secondo Steiner con la “loro negazione del fatto che l’uomo entri in relazione con gli altri pianeti del nostro sistema solare nel corso della sua evoluzione, cosa che io ho dimostrato ne la Scienza Occulta“.

In questa conferenza, Steiner non cita mai Harrison per nome, ma il modo un cui egli rettifica la dottrina di Sinnett dell’Ottava Sfera rende chiaro il fatto che Harrison appartenesse realmente agli occultisti della Chiesa Alta, o che per lo meno sia stato influenzato dalla loro visione negativa sull’insegnamento della reincarnazione. Infatti, dopo aver confutato la teoria di Sinnet per la quale la luna fisica si troverebbe nell’ottava sfera, Harrison afferma: “Innanzitutto, l’unico pianeta visibile sul quale l’uomo evolve è la terra. Egli non ha mai abitato su Marte o su Mercurio e nemmeno su qualsiasi altro pianeta visibile e non ha mai avuto contatti con nessun altro pianeta se non con la Luna prima che diventasse un satellite”. Questo è esattamente il modo mediato/indiretto con il quale gli occultisti della Chiesa Alta hanno cercato di eliminare la verità della reincarnazione. E a tale fine, in ogni caso, inconsapevole o no, Harrison è stato un loro portavoce. Nella sua ultima pubblicazione, The Fourth Mystery, edita nel 1929, Harrison si definisce un “Anglo-Cattolico”, ossia un praticante delle dottrine della Chiesa Alta.

Nelle conferenze di Harrison, una delle tante cose che a distanza di cento anni appare di straordinaria importanza è il suo punto di vista sulla crescita, sulla maturità e sulla decadenza delle razze e dei popoli. Ciò che egli dice, per esempio, sul futuro del popolo slavo e sugli “esperimenti di socialismo” che stanno intraprendendo tra di loro in vista della “prossima grande guerra europea”, deve essere esaminato nel quadro più ampio delle intenzioni a lungo termine di certi circoli anglosassoni o “club” politici influenti, per usare il modo in cui Disraeli un tempo li definì. In questi circoli, si è imposta un’idea che è diventata centrale nella pianificazione politica a lungo termine di alcuni circoli dell’Occidente: i leader politici di ceppo anglosassone devono essere in grado di mantenere la loro influenza dominante sul futuro sviluppo evolutivo-culturale dell’umanità. L’intuizione occulta secondo la quale il popolo slavo diventerà in modo naturale la guida della sesta epoca post-atlantica, ha portato alla decisione di diventare i signori assoluti di questo popolo quando ancora era in fasce. È questo il reale scenario e l’origine degli “esperimenti socialisti” che sono stati pianificati in tali circoli orientali – e non solo pianificati ma pienamente realizzati nel corso di tutto il secolo che ci ha preceduto. Nel numero di Natale (1890) del settimanale satirico The Truth, apparve una sorprendente mappa dell’Europa che mostrava che ovunque ci fossero state delle monarchie fino a quel momento, ci sarebbero state delle repubbliche – in Germania anche più di una. Dentro al territorio russo appare la scritta “Deserto Russo”. Sia l’editore di The Truth, il massone Labouchère, che Harrison, parlano in modi diversi della stessa intenzione a lungo termine di lanciare degli “esperimenti socialisti” in questo “Deserto Russo”.

Ora, ciò che appare interessante nello schema del futuro sviluppo delle razze e delle culture di Harrison è che i popoli germanici dell’Europa centrale non sono stati minimamente presi in considerazione, il che corrisponde alle intenzioni pratiche di certi occultisti anglosassoni dell’epoca. Il motivo è che questi popoli dell'”Europa centrale” fungono da mediatori tra l’Oriente e l’Occidente. È nella vita sociale che si dovevano, e si devono ancora, trovare i mezzi e i modi per sviluppare dei modelli di strutture sociali compatibili con la crescente necessita di un individualismo e di una vita economica internazionale crescente. Allo stesso modo bisogna affrontare le sfide che si creano in nazioni e culture multirazziali come quelle che dominavano nell’antica monarchia Austro-Ungarica. Oggi, basta guardare alle rovine dell’URSS o all’ex Jugoslavia e Bosnia per rendersi conto che gli “esperimenti socialisti” finora sviluppati hanno fallito radicalmente nel fornire tali mezzi.

L’unica vera alternativa a tutti questi esperimenti offerti in questo secolo è stata l’idea di Rudolf Steiner per una triarticolazione sociale nella quale le sfere culturale, politica ed economica verrebbero separate una dall’altra, nonostante appartengano allo stesso organismo. Questa idea è stata formulata per la prima volta nel 1917, lo stesso anno nel quale Lenin fu mandato in Russia – ironicamente e drammaticamente per aiutare il governo tedesco a portare avanti gli esperimenti socialisti concepiti in Occidente, non senza un aiuto monetario sostanziale da parte di quest’ultimo.

Arthur Polzer-Hoditz, capo del gabinetto dell’ultimo imperatore asburgico, ebbe la possibilità storica (anche grazie alla mediazione di suo fratello Ludwig) di far arrivare l’idea di Steiner all’attenzione dell’imperatore Carlo. Una riorganizzazione della vita sociale tale da rendere giustizia al carattere raziale del suo impero e soprattutto ai bisogni dei suoi abitanti slavi, notoriamente repressi, era diventata ormai indispensabile. Ahimè però, Polzer-Hoditz fu riluttante ed aspettò che fosse troppo tardi. In questo modo la monarchia Austro-Ungarica (e anche quella Tedesca) fu lasciata cadere in rovina per un’apparente mancanza di idee produttive. Il mondo si aspettava una soluzione alla questione slava da parte degli Europei del Centro, specialmente da parte dell’Austria. E fu proprio il fallimento dell’Austria in questo senso ad aprire le porte alla realizzazione di quegli interessi a lungo termine di certi circoli occidentali menzionati sopra. In questo modo gli imperi di Germania e d’Austria furono devastati da fuori, dalla prepotente influenza delle politiche occidentali che portarono all’instaurazione del socialismo in Russia, sotto la guida elitaria dell’Occidente, e senza alcuna influenza sostanziale da parte dell’Europa Centrale.

Arthur Polzer-Hoditz già nel 1929 fece menzione della mappa del The Truth e degli esperimenti socialisti da realizzare nel “Deserto Russo”, più specificatamente nella prima nota a piè di pagina della sua importante opera sull’imperatore Carlo (Keiser Karl, Aus der Geheimmappe seiner Kabinettschefs). Nell’appendice di questo libro, Polzer-Hoditz incluse anche una relazione di Rudolf Steiner sulla triarticolazione sociale, destinata all’imperatore. Nell’edizione inglese però, apparsa l’anno seguente (con il titolo di The Emperor Charles), sia la nota a piè di pagina che tutti i riferimenti alla triarticolazione sociale di Steiner erano scomparsi! Ciò è indicativo del fatto che alcuni circoli occidentali, che dopo il fallimento dell’Europa Centrale si sono imposti con successo come unici esclusivi “educatori” dei giovani Slavi, non volessero che la loro partecipazione alla trasformazione degli eventi in Oriente diventasse troppo evidente… Nel breve periodo, tutto ciò che volevano era stabilire un enorme mercato di prodotti occidentali; nel lungo periodo, invece, cercarono il dominio effettivo sui possibili futuri “governanti” della sesta epoca post-atlantica.

Esistono ingenti prove che certificano l’instaurazione del socialismo in Oriente da parte degli occidentali, ma altrettante che provano che la sua distruzione o “fallimento” finale, avvenuta alcuni anni fa, sia stata concepita nello stesso modo. Già nel 1982, Ronald Reagan e l’attuale Papa (Giovanni Paolo II, NdE) decisero, durante un incontro ufficiale a Roma, di provocare la caduta del socialismo in Oriente, o almeno di contribuire ad essa, fatto che è stato riportato dal settimanale Time l’anno scorso (1992). Inoltre, quando Zbigniew Brzezinski pubblicò il suo libro The Grand Failure – Birth and Death of Communism In the Twentieth Century (Charles Scribner’s Sons, New York 1989) – in cui viene descritta “la crisi finale del comunismo” ed “il fallimento dell’esperimento Marxista in Russia” (p. 15) – egli si comportò come un profondo conoscitore della pianificazione occidentale a lungo termine, piuttosto che come un ingenuo profeta. Abbastanza sorprendentemente, “questo libro fu completato nell’agosto 1988”, come l’autore stesso dichiara nella prefazione, e ciò accadde più di un anno prima che la Cortina di Ferro fosse effettivamente “sollevata” dal confine Austro-Ungarico.

Ciò che oggi possiamo imparare da Harrison (con riferimento alle questioni qui toccate), è pensare all’evoluzione non solo in termini spirituali, ma anche in termini di sviluppo a lungo termine della vita in generale e della vita delle razze, dei popoli ed in particolar modo delle culture. E ciò che possiamo imparare dagli sviluppi socio-politici di questo secolo è che l’impulso di una triarticolazione sociale rimane l’unica verità e alternativa universale a tutti gli esperimenti socialisti portati avanti solamente per servire gli interessi di pochi.